Buonasera, tristezza
Stasera,
forte di questa solitudine,
ti fai silenziosa, rapace.
Muta mi mordi il fianco;
se chino il capo
a guardare la mia piaga
mi ignori.
Bevi, metodica,
la vita che defluisce
dalle mie carni livide,
e sogghigni.
Mi fissi sorniona,
alzando di tanto in tanto il capo,
beffarda e sarcastica.
Continua pure
indisturbata il tuo pasto.
Bisognerebbe provare a uscire… o a sfuggirle… potrebbe essere non facile, è vero, ma se si rimane fermi non si può raggiungere nessun obiettivo!