Ondina e il Principe del Mare
Il mare, che mi vide piangere nel sole,
sussurrò al vento,
affinché esso portasse conchiglie sulla mia chioma,
e spruzzi di acqua marina.
Esso venne, accarezzò i miei capelli e lì scompigliò,
per farmi sorridere.
Nell’aria, intanto,
aleggiava una melodia incantata,
che tutto rendeva splendente,
e acceso.
Con la sua dolce brezza,
soffiò a lungo, sulle mie lacrime di perla,
tanto che si trasformarono in stelle,
nel mondo invisibile.
Fu così che,
le energie sottili del mondo trasparente,
ti portarono fino a me.
Non dimenticherò mai, la prima volta che il tuo sguardo,
mi attraversò.
Tutto quel profondo Universo,
nei tuoi occhi misteriosi,
finestre della tua anima.
L’amore sbocciò in un istante, senza che sfiorasse la mia mente.
Fu nel cuore, che si incontrarono le nostre anime, molto prima che i corpi si toccassero.
Nel silenzio più rumoroso del mondo, lì, soltanto lì,
risiede questo fiore sacro,
delicato ma potente.
Gli uomini hanno dimenticato la magia, ma essa esiste,
ed ogni cosa ne è intrisa.
Solo chi ci crede può sentire,
solo chi ha uno sguardo attento di bambino,
udirà la canzone del mare e del vento,
che si perde su quella spiaggia fino a confondersi,
a mescolarsi insieme,
ai canti dei gabbiani e delle sirene.
Si è incastonata nella bellezza del creato,
e lì continuerà a brillare,
per sempre.
Essa narra di un amore, un fiore puro, nato su quella spiaggia,
invisibile agli occhi dei più,
che brilla e risuona,
come un eco lontano,
nell’eternità.
In un luogo,
senza spazio e senza tempo,
io sono ancora lì,
che ti tendo la mano,
mentre tu mi guardi, pronunci il tuo nome,
ed una stella brilla, dentro al mio cuore.
Esso è lì che abita,
da quel giorno.
Lì è la mia casa, senza tetto, porte e finestre,
è un vortice di brezza gentile
che sale dal mare, e si espande fino al Cielo.
È un volo libero, evanescente, trasparente,
un respiro di vita infinita,
nell’aria muta.
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