I legami della Rete
I legami nella Rete sono come sillogismi
a cui mancano le maggiori premesse:
la materia e l’occhio.
Sono una specie di possessione mentale
che mette in trappola
e lascia andare alla deriva
nei bassi torpidi rivoli virtuali
come rospi in fregola,
in preda ad inclinazioni
cagionate dalla noia e dalla solitudine.
Ci s’impegna in feroci caricature di se stessi
supponendo che il proprio Io autentico
non possa trovare
fondatezza nel corrispondente.
Così, la velocità con cui si passa da un ambiente all’altro
rimane l’unica possibilità
di trasmodare le barriere dell’autismo.
In un’epoca artificialmente illusoria e ambigua,
la trasparenza e la pellucidità
non ammettono legami
degni d’esser incarnati.
Un’analisi lucida e reale di un mondo virtuale. Complimenti…
ben tornata!
lucida e profonda questa tua analisi sull’esasperante fuga dalla realtà reale verso una impossibile possibilità che dia sfogo ad un sogno vacuo e in quanto tale sfuggente, eppure forse più reale del sogno stesso….
ciao
anna
Ciao, sono contenta di leggerti in una bella poesia, spietata nella sua realtà e profonda nella sua analisi.
Sandra
Ciao,
pensieri molto vicini alle realtà direi..
ho avuto a che fare con un legame nato dal virtuale, penso ti sia avvicinata parecchio alla dinamica del rapporto..
Io ho avuto a che fare con uno che si divertiva, (ora non lo so dice di essere cambiato) nel creare un personaggio che nel reale poi cercava di riprodurre come un bravo attore. Non riuscì a fingere per molto tempo.. ma gli va il merito di aver saputo creare una situazione simile all’amore..
Mi ha colpito molto il finale della tua poesia.. “crudo” ma, a mio avviso, veritiero!
besitos
Talvolta si soffre di un’immaginazione agonizzante per anemia, quando non si riesce a possedere/essere qualcuno veramente, carne & anima. Non potendo far propri i sentimenti di cui si ha bisogno, si cerca rifugio attraverso gli angoli crepuscolari della rete. Qui si tratta di apparire, non di essere “così come sei”… gia’ scritto in precedenza e verificato attraverso una mia personalissima fioritura di sperimentazioni, (con le quali mi sarebbe ora possibile “smascherare” anche l’utente più insospettabile del mondo).
Il pezzo è stato scritto per rivelare come dietro un bombardamento di corteggiamenti sofisticati e infiocchettati, possa celarsi la perversità di una mente imbastardita e imbambolata…E la rete favorisce soprattutto questo; d’altronde quanti grandi uomini sanno produrre emulando se stessi e quante donne docili e ubbidienti possono godere e crescere di queste imbecilli presenze!
Va da sé che l’oniropausa è molto peggio dell’andropausa.
Spiffera sempre un soffio al tramonto, quello della fine dell’androgene mentale.
…come imparano presto i boy-scout : ” allerta sto! ”
a.
…forse erano solo scout, boy ormai cresciuti, ma l’affermazione vale per tutti e sempre.
a.
Scrivi bene sul problema del meccanismo virtuale, è un’analisi della modernità vera e asciutta. Ovviamente c’è un punto di vista negativo e un pò pessimista, perchè la via della comunicazione ci si aspetta sempre debba venire da parti consuete e ordinariamente condivise, condivise a largo raggio, ma il ponte di un ‘al di là’, come un oltre non si spegne mai.