Come foglie al vento
Forse
liberati i demoni
violenta amante
spoglio delle regole
io muoio lento.
Tremo
mi ha reso fragile
macchiato di onestà
l’andare incerto
delle foglie al vento.
Sono soffocanti immagini di seta
ma crespa e nera
come righe vuote di una favola
tagliata ai margini
giovani radici
nei giardini di città
costrette dentro
mura di cemento.
Stupido credo in sogni che sorridono
sono piume di cuscini che pungono
deliri d’anima.
Ballo memore di tristi note e muto guardo
mimi con visi disegnati e tutto perde senso
tremo le gambe fragili
sorrette da pietà
l’andare incerto
delle foglie al vento.
Nudo
il fuoco abbandonato ancora non si è spento
vivo di splendide illusioni e incauto incanto
lividi bagliori
sopravvivono a realtà
lo spettro tetro
delle foglie al vento.
Stupido credo in sogni che sorridono
sono piume di cuscini che pungono
deliri d’anima.
Triste ma sincero lamento nel ricordo dell’amore vulcanico che fu.
Bella. Ciao. QS-TANZ.
Bellissima. Complimenti alla testa, all’anima e al cuore che sanno regalare parole così struggenti.
Sandra
Mi hai ricordato altre parole:
“si sta, come d’Autunno, sugli alberi le foglie…”
e
“à la guerre comme à la guerre”
e
“in amore e in guerra tutto è concesso”.
La guerra, come l’amore, quindi, finisce?
Sì, se come una guerra è cominciato.
Qualcuno aggiungerebbe che
“in amore non ci sono regole”
Io non riesco a pensare ad un amore vero senza regole.
Ma io ho il doppio dei tuoi anni…
Una bella poesia.
anna
E’ bellissima questa poesia, Andrea, complimenti per il tuo animo, così sensibile, e profondo. Bravo. Ciao da Betta
…e ad accompagnare le tue parole una malinconica e raffinata canzone francese d’altri tempi. Molto bella.
Katia
Bella e toccante. Complimenti, Andrea.
Nico.C
Molto bella. I miei complimenti!
Raf
Sciabolate di stile!
Bravo Andrea!!
f.
Molto bella e meritevole elegia moderna di una passione antica…
rosatea
Non sono molto in vena per leggere e commentare questa poesia, troppo triste.
chiaraguidl
Grazie, grazie e grazie a tutti. Solo oggi ho guardato il sito.
x Katia: ottimo istinto… non è una poesia è una canzone (una ballata lenta).
Ciao
Ho letto questa tua poesia, molto bella, ovviamente mi ha colpito la scelta delle parole (c’è un ritornello, ecco perché è una ballata); il principio della poesia caratterizzata da un indistinto tono di serietà rilevatore di una dura realtà e quell’arrancare quasi un sogno, un qualcosa che ‘lanci’ al di là del significato e del reale, come se in fondo ci sia dietro qualcosa di tetro, di delirante, di ‘agghiacciante’ avanguardia novecentesca.