Vento e Fuoco…

Devo aspettare, rami secchi invitano a compagnia.

Senza il sole le sere invocano vento.

Con la mano disegno un’ellissi nel cielo,

i confini di fin dove mi hai voluto bene.

Volano per aria scintille ardenti, volano ricordi.

I capelli di mia madre, un grido di gabbiano.

Penso a noi prima degli schiaffi delle onde,

prima delle lingue di fuoco; alla nostra intimità.

Una sospensione prima della forte paura.

Ora amiamo più quello che ci resta che quello che è stato.

Mi alzo, voglio toccare l’acqua…

 

4 risposte

  1. maren ha detto:

    ‘Amiamo più quello che ci resta..’ è la frase che ridona senso e solidità al testo; come se le cose che il cuore assapora siano in realtà divenute le forze della nostra vita.

  2. frank.violante ha detto:

    Si.. l’ultima riga non l’avrei scritta.. era perfetta lì..
    ciao!
    f.

  3. Laerte ha detto:

    Si può sicuramente fare meglio. Grazie della lettura…

  4. merendero ha detto:

    Mi fa “viaggiare” il penultimo verso… Complimenti.

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