Irene_enerI

Mi svendo

Taglia il tuo sguardo
s’insinua fra seta e velluto
nudità accarezza
Indugia umido bacio
nell’incavo di morbidi seni…
Stasera mi svendo
per fame di tatto
o forse d’olfatto
Spengo la mente
in ammalio di sensi

La mantide

Non lasciarti incantare
dal pieno e turgido seno
né dalle morbide curve dei fianchi
Non lasciarti bruciare
dal fuoco che arde
né dal nettare che aspergo
Non amarmi
queste coppe secernon veleno
e l’inquietudine trasformerò in terrore
quando le cosce stringerò
ai tuoi fianchi
Non amarmi
corri lontano dall’ingannevole canto

Lealtà

E non ho ricordi in questa mia follia spartito senza note per muto concerto Non ho domande in questo mio deambulare nel baratro del vuoto… Vago nel...

La poltrona da barbiere

Puntualissima, come difficilmente lo sono le donne, lei arrivò nella piazzola del ristorante. Era una donna particolare, minuta ed esile come una ragazzina, scanzonata nell’abbigliamento e nel...