Sarajevo, aprile 07
Città ormai libera, che piangi sul tuo dolore troppo presto dal mondo dimenticato, come riposi leggera nella notte di aprile serena! La tua sofferenza, rimasta così a...
Città ormai libera, che piangi sul tuo dolore troppo presto dal mondo dimenticato, come riposi leggera nella notte di aprile serena! La tua sofferenza, rimasta così a...
Quando verrai,
mi chiedevi,
tutte le notti sono fredde
senza di te.
Quando tornerai,
mormoravi mentre piangevi,
almeno una notte,
cerca di ricordarmi.
Sfila la Purezza questa sera
sul palco della vita.
Vestita di bianco nebbia
attraversa la sala rumorosa
con semplici passi vellutati,
come se posasse i suoi preziosi piedi
su una lunga distesa di ovatta.
Portamento fiero, imperioso,
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Il vento piange lacrime di un pianto
remoto, e infuria la sua rabbia
in fin di vita.
Le foglie come persone,
persone condannate all’impiccagione
allo stremo delle forze, pronte a
schiantarsi sull’asfalto.
Paesaggi bianchi, montagne e colline
Che si coprono i volti di bianco
come candide spose pronte a sposare
un Inverno indeciso ad arrivare.
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Un inverno ghiacciato
senza il tuo tocco che mi scaldasse.
Senza verso sono le nostre strade,
e il vento che ci regala parole velenose.
Mentre la neve stende le sue bianche lenzuola
cerco le tue orme,
davanti ai miei occhi si sciolgono,
e scompaiono.
Cosa porteranno
Le estati che arriveranno,
Non ricordo più le tue carezze,
forse il vento potrà riportamele
quando dalla finestra scruto il cielo
così cosparso di nuvole.
Gli occhi si abituano al buio.
Ora tutto è una vecchia fotografia
Senza alcuna data o ricordo.
Forse il vento potrà portarmi
indietro qualche tua notizia.
Un’ora ancora per entrare
Nel cuore della notte e sognare.
L’oscurità ricopre i volti
Stanchi di chi al giorno conosce
L’ebbrezza della vita e di notte
Trema al suono del buio.
Una candela accesa per non dimenticare
Che la luce esiste, ma muore.
Una lampada stanca di illuminare
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