Fuga

Fuggire dal nero occhio, stipato il crudele sintomo di terminal pazzia vaga nell’infinitesime dei rivoli curvanti al livello del suolo ponendosi all’istante, dove prima l’empio corridoio offriva speranza di fuga; penetra nelle carmi la punta crudele, un pungolo affilato di lima strazia intestini tranciati dall’arroganza del provocato dolo e lenta la pelle d’ebano inverdisce e […]

Io, qui

La polvere sui vetri opacizza la loro brillantezza e, non riesco a vedere fuori. Non ho più speranze ardite di rompere quei vetri chiusi, sporchi, vecchi, che mi difendono dalla desolazione di un cielo senza ossigeno impegnato ad espandersi anche sopra di me.