J.-P. B.

Che ricordi fantastici! In quelle tue pellicole, io piccolino e tu già maturo, trovavo le risposte ai dilemmi più atroci, ai dubbi interiori che mi rodevano l’anima. Credevo fermamente che nessuno come te avrebbe saputo indicarmi la strada giusta da seguire. Stessa l’altezza, identico il profilo e il sorriso sornione,[…] …continua a leggere

Pippu lèji*

S’avvicinavano sibilando e Pippo correva, correva. Guardava avanti per non inciampare sui massi e si voltava a scatti per capire se quei mostri che venivano dal mare, che volavano in alto e volevano ucciderlo, lo avessero visto e lo stessero inseguendo. Senza più fiato si aggrappò al ramo di un[…] …continua a leggere

Fuga con foga

Decisero di uscire. Lui, il piccolo, morettino risoluto, occhi e riccioli (ri)belli, bicicletta sgangherata. L’altro, il grande, senza posa, su di un mezzo ben più forte, una ruvida granata. La strada li accoglieva, roteanti, ronzanti sull’asfalto, i pedali compulsati, prima una forte spinta in basso, poi il rilascio verso l’alto. Volavano con foga, i manubri stretti in pugno, e negli occhi Gianni Bugno;[…] …continua a leggere

Nero da morire

Frank continua a guardarsi intorno, oltre la distesa di foglie secche. Cerca di muovere un passo ma ogni scatto del suo corpo rischia di peggiorare quella che è già una terribile situazione. Lancia un urlo nella natura vuota che lo circonda: «C’È NESSUNOOOO?». Neanche l’eco della sua voce lo consola.[…] …continua a leggere

Attacco di panico

Era lì. Solo. Tutto intorno era vacuo, asfissiante, fagocitante. Aveva preso la Metro, la co(r)sa più semplice del mondo: in pochi attimi grandi distanze, niente traffico né code, una sola co(r)sa. Eppure l’impegno ingombrante gli offuscava la mente. Era la svolta della sua vita: o dentro o fuori. Se avesse superato la prova,[…] …continua a leggere