Nero da morire

Frank continua a guardarsi intorno, oltre la distesa di foglie secche. Cerca di muovere un passo ma ogni scatto del suo corpo rischia di peggiorare quella che è già una terribile situazione. Lancia un urlo nella natura vuota che lo circonda: «C’È NESSUNOOOO?». Neanche l’eco della sua voce lo consola.[…] …continua a leggere

Attacco di panico

Era lì. Solo. Tutto intorno era vacuo, asfissiante, fagocitante. Aveva preso la Metro, la co(r)sa più semplice del mondo: in pochi attimi grandi distanze, niente traffico né code, una sola co(r)sa. Eppure l’impegno ingombrante gli offuscava la mente. Era la svolta della sua vita: o dentro o fuori. Se avesse superato la prova,[…] …continua a leggere

Io sono Napoli

Mi presento: ho quasi tremila anni e sono ancora in crescita, all’inizio mi chiamavo Parthenope, poi Cuma, ma non mi piacevano questi nomi, così che qualche secolo dopo, la geniale scelta di spostarmi più su e mi rifondarono come Neapolis, (città nuova). Ho aspettato qualche secolo solo perché a me[…] …continua a leggere

Felicità malata

Era triste. Era molto triste. Si sentiva un fallimento. Ma non lo era, paradossalmente. Proprio per questo, in un certo senso, era triste. La persona probabilmente a lei più vicina aveva deciso di abbandonarla. Glielo aveva detto quel giorno. “Sono affezionato a te, siamo in sintonia”, ma aveva deciso di[…] …continua a leggere