Una storiella di mare

Erano passate diverse ore dall’alba, eppure la spiaggia era completamente vuota. Si trovava nella punta più a ovest della costa, a qualche chilometro di distanza dal resort turistico a cinque stelle “La Torre”, meta turistica ambita da facoltosi stranieri e da nababbi nazionali. Aveva tutto quello che si poteva chiedere:[…] …continua a leggere

Io e Paola…

Avevo aperto la porta di casa e avevo trovato mia moglie sul divano che piangeva disperata. “Ehi amore che hai?” le chiesi. Ma ricevetti un semplice “niente”, presagio di imminente litigata o imminente tifone in casa. Mi ero avvicinato a lei, le avevo preso la testa tra le mani e[…] …continua a leggere

La stanza di Andrea

Andrea era nella sua camera, con le sue migliori amiche. Stavano discutendo assieme su che cosa si sarebbe potuto fare assieme quel giorno. Le idee erano tante, alcune davvero noiose, altre più interessanti. Andrea non sapeva perchè loro fossero le sue migliori amiche, non era nemmeno sicura di volergli troppo[…] …continua a leggere

Spera i suli

“L’amuri è na spera i suli; ti tangi, ti tingi, t’abbrazza e poi ti ‘vasa, ‘mo ti voli a vrazza china, ‘mo u ti cala la marina” Mi hanno raccontato che lei tremava dal nervoso tanto da piangere senza saper smettere. Un pianto continuo, quel pianto spassionato che si sentiva[…] …continua a leggere

Nel Legno

“C’è qualcuno in casa? Sono l’assicuratore” disse Stefani, bussando alla porta in modo energico. “Apra pure. La stavo aspettando” rispose una voce femminile rauca. “Con permesso”. “Si accomodi al tavolo. Arrivo subito”. L’uomo entrò in punta di piedi e dopo essersi tolto il cappotto si sedette a capotavola. Ne tastò[…] …continua a leggere

Neve

Ci fermammo in una tavola calda. Erano le nove di sera e cominciava anche a nevicare. Era stata lei a vedere l’insegna. Ad indicarmela. Era stata lei ad avere voglia di mettere qualcosa sotto i denti. A chiedere. Perché non ci fermiamo? Parcheggiai dietro il locale. Non erano molte, le[…] …continua a leggere

Il violinista

La piazza del paese era ancora deserta, il sole mattutino aveva appena iniziato a penetrare ogni cosa, le pietre sconnesse del selciato, la fontanella che non sputava uno zampillo d’acqua da tempo immemorabile, le due panchine in legno piene zeppe di scritte e incisioni fatte dai ragazzetti la domenica pomeriggio.[…] …continua a leggere